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Roettgen, Steffi
(2003):
Venedig oder Rom – Disegno e Colore. Ein Topos der Kunstkritik und seine Folgen.
In: Zeitenblicke, Vol. 2, No. 3
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Abstract
Partendo dal concetto di 'regionalismo' oppure d'identità regionale nell'interpretazione che ne
ha dato Fernand Braudel ci rendiamo conto che il modo di guardare Venezia e l'arte
veneziana con una certa ottica si forma a partire del romanticismo. Sono autori quali John
Ruskin e Hippolyte Taine che sulla base della teoria del 'milieu' hanno dato inizio a un
metodo della storia dell’arte ottocentesca che identifica il carattere del luogo e della sua
gente con l'arte che vi viene prodotta. Il concetto teorico che sta alla base di questo modo di
interpretare la pittura, deriva però dal Vasari e si riferiva all’opposizione artistica tra Venezia
e Firenze, e al loro antagonismo che secondo Vasari vedeva vincitore il disegno. Dopo
Vasari questo concetto viene ripreso da altri teorici italiani, ma all'inizio del Settecento il
dibattito si sposta in Francia dove de Piles sulla scia del 'debat des anciens et modernes'
dando la palma a Rubens invece di Poussin, prende la parte del colore. Grazie alla
diffusione del nuovo gusto per il colore che si diffonde dalla Francia per tutta l'Europa, l'arte
veneziana acquista una grandissima riputazione dalla quale approfittano soprattutto i pittori
moderni veneziani attivi all'estero, durante il Settecento.
Davanti questo sfondo viene sottolineata l'importanza di Venezia per il giovane Mengs che
deve il suo primo successo al 'ritratto a pastelli', seguendo il gusto del sovrano sassone
Augusto III. A causa dell'incarico per il quadro della chiesa cattolica di Dresda il pittore si
porta a Venezia dove studia l'Assunta di Tiziano che si rispecchia nel quadro per Dresda.
Dall'incontro con l'arte di Tiziano nasce un intenso dialogo teorico con la sua pittura di modo
che Tiziano viene incluso da Mengs nella 'trias' dei tre primi pittori della storia della pittura
per la perfezione del suo colore. Tale rivalutazione di Tiziano, pubblicata nei suoi scritti, porta
alla revisione generale dei pregiudizi accademici verso la scuola veneziana sul livello teorico
e pratico. A Venezia è Andrea Memmo, basandosi sui scritti di Mengs, a dare con la sua
'Orazione' davanti l'Accademia nel 1787 una nuova visione quando abbandona la
tradizionale gerarchia 'disegno, colore e chiaroscuro' e con essa anche la tradizionale
classifica delle scuole. Angelika Kauffmann che ritrae Memmo durante il suo soggiorno
veneziano rappresenta forse il tipo di pittura che Memmo intese come ideale ed è una pittura
che riunisce le qualità dei grandi maestri del passato facendolo confluire in un gusto
universale. Spetterà poi al Lanzi di introdurre l'idea di una nuova pittura di carattere
nazionale che si verifica durante l'Ottocento con i 'Macchiaioli' che danno la prevalenza al
colore e non al disegno.