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De Majo, Claudio (2019): Understanding the Southern Italian commons: polycentric governance on the mountains of Sila. In: Modern Italy, Vol. 24, No. 3: pp. 331-348 [PDF, 221kB]

Abstract

In this article, I examine patterns of collective action in the South of Italy, a region where commons scholarship presents several challenges, mainly due to its feudal heritage. In analysing the history of Southern Italian commons, Elinor Ostrom's theories on polycentric governance are adopted. I propose a case study on the mountains of Sila, where collective action was institutionalised through a municipal organisation known as universitas casalium, consisting of the city of Cosenza and its hamlets. This institution collaborated with the royal government, creating a polycentric governance system where institutional functions contentiously intermingled, generating conflicting relations, but also unique governmental arrangements. Yet how did previous historical interpretations miss this point? Documentary evidence provides a clear answer: while the institutional recognition of the universitas casalium can be traced back as far as the twelfth century, a series of institutional reforms initiated in the mid-fifteenth century led to the progressive decline of the local institution and accordingly of the commons economy related to it. This loss of legitimacy derived from the emergence of feudal barons and later of landowners from the middle class, leading to the progressive dissolution of collective action in Sila as Italy moved towards Italian unification in 1861.

Abstract

L'obiettivo di questa ricerca è contribuire allo studio dei beni comuni nell'Italia meridionale attraverso l'indagine delle relazioni tra pratiche collettive e feudalesimo. Nell'analizzare la storia dei beni comuni nel Mezzogiorno e ponendo attenzione critica sulla governance di carattere policentrico sono state assunte le teorie di E Ostrom. Nello specifico, si propone un caso-studio condotto sull'altopiano Silano, dove i beni comuni furono istituzionalizzati attraverso la formazione dell'Universitas Casalium, organo (o organizzazione) municipale che raccoglieva la città di Cosenza e i suoi casali. L'esistenza di relazioni continue tra questo istituto e il governo reale portò alla nascita di un sistema policentrico di governance in cu diverse funzioni istituzionali si contaminavano in maniera controversa, generando conflitti, ma anche interessanti soluzioni. Considerata la produttività di tale sistema, suscita un certo stupore l'assenza da parte delle interpretazioni storiche precedenti di un approfondimento di questa situazione organizzativa. Le fonti documentarie analizzate in questa sede suppliscono a tale mancanza: se il riconoscimento istituzionale dell’universitas casalium può essere ricondotto al XII secolo, una serie di riforme istituzionali iniziate a partire dal XV secolo dalla corona reale determinarono un progressivo declino di questa istituzione e delle economie che da essa dipendevano. Questa perdita di legittimità corrispose all'emergere di una classe di baroni feudali e successivamente di possidenti notabili, determinando la fine dei commons in Sila, in corrispondenza all'unificazione nazionale del 1861.

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